Remade Italy

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Glossario

Audit: processo sistematico, indipendente e documentato per ottenere le evidenze dell’audit e valutarle con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri dell’audit sono stati soddisfatti.
[ISO 19011:2012, definizione 3.1]

Auditor: valutatore qualificato che ha la competenza per le attività di audit sugli operatori e subappaltatori nell’ambito della filiera ReMade in Italy®.

Organizzazione: insieme di persone e di mezzi, con definite responsabilità, autorità ed interrelazioni.
Nota 1: l’insieme di responsabilità, autorità ed interrelazioni è generalmente ordinato.
Nota 2: L’organizzazione può essere pubblica o privata.
[ISO 9000:2005, definizione 3.3.1]

Committente: Organizzazione che richiede l’attività di audit per certificare nell’ambito della filiera ReMade in Italy la realizzazione di un prodotto dotato di determinate specifiche. Subappaltatore: organizzazione operante in subappalto per conto di un operatore nell’ambito della filiera.

Non Conformità: deviazione del prodotto dai requisiti specificati, oppure l’assenza di, o la mancata attuazione e mantenimento di uno o più necessari elementi del sistema di gestione previsti dal presente disciplinare.

ALTRE DEFINIZIONI

Prodotto: ogni materiale o sostanza che è ottenuto deliberatamente nell’ambito di un processo di produzione o come risultato di una scelta tecnica. E’ l’oggetto della certificazione ReMade in Italy, i cui componenti sono costituiti in tutto, o in parte, di materiale riciclato. Si veda anche il Punto 6 del DT RMI Produttori.
Nota 1: Il prodotto certificato può essere un materiale, un semilavorato o prodotto finito.
Nota 2: Un prodotto certificabile secondo il presente disciplinare: è un bene in cui almeno il 5% in peso è formato da materiale riciclato.
Nota 3: Non costituisce parte del prodotto l’imballaggio adibito a contenere e a proteggere determinate merci, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo; l’imballaggio può essere un prodotto sottoposto a certificazione.

Tracciabilità: insieme di operazioni attraverso le quali è possibile verificare il percorso di materiali, semilavorati e prodotti all’interno della filiera di produzione e distribuzione ReMade in Italy, partendo dalla verifica dell’origine delle materie prime in ingresso, fino all’uscita dei prodotti certificati.

Rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi. [Dlgs. 152/2006, art. 183, c. 1, lett. a)]
La qualificazione di rifiuto comporta l’applicazione delle disposizioni normative contenute nella Parte Quarta del Dlgs. 152/2006, tra i quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, si richiamano quelli attinenti a tutti gli aspetti della sua qualificazione (attribuzione del codice CER), trasporto (formulari di identificazione e registri di carico/scarico e/o Sistri), gestione
autorizzata.

Codice europeo del rifiuto (CER): codice numerico costituito da 3 coppie di cifre assegnato dal produttore di rifiuto per classificare lo stesso, prima che sia allontanato dal luogo di produzione. L’Elenco dei CER è riportato nell’allegato D alla Parte Quarta del Dlgs. 152/2006, che traspone il contenuto della Decisione 2014/955/Ce e introduce il nuovo elenco europeo dei rifiuti (la natura di questo atto comunitario non richiede un atto nazionale di recepimento).

Riciclo (o riciclaggio): qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Include il trattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento.
[Dlgs. 152/2006, art. 183, c. 1, lett. u)]

Riutilizzo (o riuso): qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti. [Dlgs. 152/2006, art. 183, c. 1, lett. r)]. I prodotti del riuso sono esclusi dall’ambito di applicazione della certificazione ReMade in Italy, in accordo con le disposizioni normative vigenti.

Materiale riciclato: materiale che deriva dal trattamento e/o da un’operazione di trasformazione di rifiuti, siano essi di origine domestica, commerciale o industriale, per essere trasformato in un prodotto finale o in un componente da incorporare in un prodotto. E’ escluso il riutilizzo di scarti e materiali generati in un processo di lavorazione e in grado di essere reimmessi all’interno dello stesso processo che lo ha generato.

Contenuto di riciclato: proporzione, in massa, di materiale riciclato in un materiale, semilavorato o prodotto finito.

Sottoprodotto: è un sottoprodotto e non un rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni:
a) è generato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la sua produzione;
b) è certo che sarà utilizzato nel corso dello stesso processo di produzione o di uno successivo, da parte del produttore o di terzi;
c) può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale;
d) l’ulteriore utilizzo è legale e non porterà a impatti negativi sull’ambiente o la salute umana. [Dlgs. 152/2006, art. 184-bis]

Categoria merceologica: si intende uno o più raggruppamento/i di beni aventi la medesima funzione in termini di utilizzo o in termini di caratteristiche funzionali rispetto alle modalità di impiego e/o di utilizzo. Una categoria merceologica può avere delle sottocategorie che ne definiscono in modo più puntale le funzioni d’uso o modalità di impiego rispetto alla categoria merceologica generale.

Classe (o famiglia) di prodotti: Un insieme di prodotti realizzati mediante impiego della stessa tecnologia di riciclo.

Green public Procurement (o “Appalti verdi”): l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita. Si tratta di uno strumento di politica ambientale volontario che intende favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso la leva della domanda pubblica. In Italia il GPP è stato reso obbligatorio dal Codice Appalti (Dlgs. 50/2016, art. 34), all’interno del quale sono riconosciute come mezzo di prova le certificazioni ambientali di prodotto dotate di elevati requisiti di affidabilità.