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Le certificazioni ambientali e il GPP

Le certificazioni ambientali e il GPP

 

ReMade in Italy è espressamente riconosciuta nel decreto Dm. 11 gennaio 2017 riportante l’aggiornamento dei “Criteri ambientali minimi” per edilizia, arredo, tessile, come certificazione ammissibile in sede di gara per la prova del contenuto di riciclato in un materiale, semilavorato o manufatto. Approfondisci qui .

La certificazione ReMade in Italy è utile per qualificare negli Appalti pubblici i prodotti aventi un contenuto di riciclato, appartenenti a qualsiasi settore: oltre a edilizia, arredo e tessile, anche: arredo urbano, cancelleria, materiali per costruzione e manutenzione di strade, oli lubrificanti, imballaggi e tanto altro ancora.

Contattaci per maggiori informazioni a info@remadeinitaly.it

 

Il recente Codice Appalti (Dlgs. 50/2016) rende obbligatorio il GPP, cioè impone alle Pubbliche amministrazioni di acquistare prodotti e servizi ecosostenibili (i cd. Appalti verdi, o Green public procurement – GPP).

Gli Appalti verdi devono seguire le prescrizioni contenute nei CAM (Criteri Ambientali Minimi), decreti del Ministero dell’Ambiente che definiscono procedure, modalità, caratteristiche ambientali di ogni categoria di acquisto della Pubblica amministrazione.

In questo contesto, il Codice Appalti attribuisce un ruolo centrale alle certificazioni ambientali, che, a determinate condizioni, possono facilitare l’accesso dei prodotti ecosostenibili agli “Appalti verdi”: un prodotto in possesso di una certificazione con un alto livello di credibilità (accreditata) si presume conforme alle richieste di un appalto verde, con un rilevante sgravio di impegni per l’Azienda partecipante e conseguente facilitazione per un eventuale risultato favorevole.

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Il Codice Appalti, il GPP, le certificazioni ambientali (Approfondimento normativo -1)