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Gli appalti “verdi”

Gli appalti “verdi”

Green Procurement significa adottare dei criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti “verdi”, che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente e sulla società lungo l’intero ciclo di vita.

Per il settore pubblico (Green public procurement, GPP) il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” (di seguito PAN GPP) fornisce un quadro generale sul Green Public Procurement, definisce degli obiettivi nazionali, identifica le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritarie per gli impatti ambientali e i volumi di spesa, su cui definire i “Criteri Ambientali Minimi” (CAM). Il PAN GPP è stato adottato con il Decreto Interministeriale dell’11 aprile 2008 (Gu n. 107 dell’8 maggio 2008) ed è stato aggiornato con Decreto 10 aprile 2013 (Gu n. 102 del 3 maggio 2013).

I CAM sono definiti con Decreti emanati dal Ministero dell’Ambiente, per specifiche categorie merceologiche.

Attuare il Gpp (Green public procurement, i cosiddetti acquisti verdi della pubblica amministrazione) può significare promuovere concretamente i prodotti e i produttori green. Può significare spingere altri produttori a convertire i sistemi produttivi verso soluzioni a minor impatto ambientale e innovative, rendendoli più competitivi in Italia e nel mondo.

Il nuovo “Codice appalti” (Dlgs. 50/2016) contiene l’obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni di “fare GPP”, ovvero acquistare una quota di prodotti e servizi secondo i criteri ambientali stabiliti dai cd. “CAM” (“Criteri ambientali minimi”) emanati dal Ministero dell’Ambiente per specifica categoria di spesa.

L’articolo 34 del recente Codice appalti, infatti, indica i criteri di sostenibilità energetica e ambientale che tutte le Stazioni appaltanti devono inserire nella propria “documentazione progettuale e di gara”.

Tale obbligo era stato recentemente inserito nella legge “Green economy” (legge 28 dicembre 2015, n. 221, nota anche come “Collegato ambientale”), in vigore dal 2 febbraio 2016.

 

Documentazione complementare

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