“Certificare per competere”. Il rapporto su certificazione e made in Italy

Remade in Italy nel Rapporto di Symbola “Certificare per competere. Dalle certificazioni ambientali nuova forza al Made in Italy”.
Symbola ha presentato a Milano il 26 febbraio il Rapporto sule certificazioni ambientali, la loro diffusione, gli effetti per le aziende e l’economia.

Dalla ricerca emerge che in tutti i settori produttivi indagati, le aziende certificate crescono, assumono ed esportano più delle altre: 3,5% contro 2%, 4% contro 0,2%, 86% dei casi contro 57%.

Inoltre, dall’indagine a campione effettuata da Ipsos emergono altri dati interessanti: il 50% dei consumatori indagati ritiene che il possesso della certificazione giustifichi un premium price (pari al 15%). Inoltre, il 44% degli intervistati non si fida delle certificazioni rilasciate.
Da qui la necessità, confermata dalla presenza di Accredia nel Rapporto e tra i Relatori al Convegno, di fidarsi solo delle certificazioni che “posseggono almeno un livello 5 di credibilità” ovvero che vengono rilasciate a fronte di uno schema accreditato. Solo l’accreditamento garantisce infatti la competenza di Enti di certificazione e Auditor nella materia specifica oggetto della certificazione. “Il bollino di Accredia serve per far valere ovunque la certificazione, anche in altri Paesi. Senza il bollino di Accredia, non si esporta”.

Una interessante panoramica delle certificazioni ambientali, e sull’impatto che esse hanno sulla competitività delle imprese italiane, con particolare attenzione ai quattro settori chiave del made in Italy (arredo, abbigliamento, automobile, alimentare), mettendo in  luce le potenzialità di questi strumenti ma anche alcune problematiche relative alla loro acquisizione e gestione, con l’intento di fornire un contributo utile agli addetti ai lavori, nonché di sensibilizzare aziende e cittadini nei confronti degli standard ambientali.

Per maggiori informazioni e per scaricare il rapporto.

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