Focus TONER

Nel senso della massima trasparenza, facendo seguito a segnalazioni e richieste di chiarimento che ci provengono dal settore dei toner e consumabili di stampa, diamo di seguito alcuni chiarimenti in merito alla certificazione ReMade in Italy e al suo ambito di applicazione.

ReMade in Italy è una certificazione sotto accreditamento e rigorosa che verifica il contenuto di riciclato (o di parti rigenerate) all’interno di un prodotto, qualunque esso sia. In questo senso è denominata “schema di tracciabilità”. L’Organismo di certificazione, opportunamente formato e controllato da ACCREDIA, effettua le verifiche sui prodotti solo in questo senso. Non vengono effettuate analisi di laboratorio (es. sulla presenza di sostanze nocive), o prestazionali (es. sulla resa di stampa) sul prodotto. La certificazione serve a provare la provenienza del materiale da rifiuti (identificati, tracciati) o, come in questo caso, da operazioni di rigenerazione. Serve per identificare le tipologie dei materiali impiegati e descrivere il processo (lo ripetiamo, limitatamente al contenuto di rigenerato/riciclato). 

In tale senso, il produttore deve mettere in atto le rigorose prescrizioni definite dai nostri Disciplinari Tecnici.

https://www.remadeinitaly.it/documentazione-tecnica/

Il Dm 17 ottobre 2019 regola i Criteri ambientali minimi per le forniture di cartucce toner e a getto di inchiostro e i Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio integrato di ritiro di cartucce di toner e a getto di inchiostro esauste, preparazione per il riutilizzo e la fornitura di cartucce di toner e a getto di inchiostro rigenerate.

Tra le specifiche tecniche che le stazioni appaltanti richiedono in fase di gare c’è una quota  minima di cartucce rigenerate che devono essere in possesso di etichette ambientali conformi alla norma tecnica Iso 14024.

Le  cartucce  “preparate  per   il   riutilizzo”   (“rigenerate”,”ricostituite”), che devono essere almeno pari al 30% del fabbisogno,  devono riportare la dicitura “Rigenerata” o  affinini ed essere in possesso di un’etichetta ambientale conforme  alla  norma  tecnica Iso 14024 quale la  Der  Blaue  Engel,  la  Umweltzeichen,  la Nordic Ecolabel o equivalenti.

La verifica si ottiene indicando l’etichetta ambientale conforme  alla  norma  tecnica Iso 14024 posseduta. Laddove l’operatore economico dimostri di non avere avuto la possibilità di ottenere le citate etichettature o un’etichettatura equivalente entro i termini richiesti per  motivi  a lui non imputabili, deve dimostrare che le cartucce sono realizzate a “regola d’arte”, con involucri  (detti  anche  “gusci”)  di  cartucce esauste recuperate conformemente a quanto  previsto  dalla  normativa vigente nel paese di produzione, attraverso una certificazione  quale Remade in Italy o equivalenti.

Il mercato delle cartucce rigenerate è al momento in Italia profondamente in crisi per la concorrenza delle cartucce compatibili prodotte a partire di gusci di nuova fabbricazione vuoti, essenzialmente di produzione in paesi terzi extra Ue che possono essere immessi sul mercato a prezzi molto inferiori rispetto alle cartucce rigenerate (e spesso non hanno plusvalore ambientale oltre ad essere costituite da plastiche contenenti sostanze vietate in Ue).

Il Ministero dell’Ambiente (ora Mite) ha pubblicato, in data 26 gennaio 2021, una Circolare esplicativa che affronta la problematica e prova a fornire indicazioni per le stazioni appaltanti.

In particolare, le aziende di rigenerazione segnalano che alcuni distributori acquistano un piccolo numero di cartucce rigenerate con le etichette ambientali conformi alla Iso 14024, risultando poi aggiudicatari di gare con un numero di cartucce rigenerate con le citate etichette assolutamente più̀ elevato. Appare quindi  probabile che l’acquisto di prodotti rigenerati avvenga allo scopo di poter indicare i riferimenti dell’etichettatura nell’offerta tecnica, contando nell’assenza di adeguati controlli in sede di esecuzione.

Viene ripetutamente segnalato che operatori economici dichiarano di offrire cartucce rigenerate con offerte economiche assolutamente incompatibili con i costi che le imprese di rigenerazione devono sostenere per produrre cartucce rigenerate. E’ altamente probabile dunque che l’offerta sia di cartucce compatibili prodotte con gusci di prima immissione nel mercato.

Il Ministero ritiene pertanto necessario verificare attentamente la documentazione probatoria presentata in fase di gara, controllando almeno i siti web delle aziende produttrici e dei soggetti che rilasciano le certificazioni o i rapporti di prova.

Si fa presente che ci vengono riportate dichiarazioni del possesso di certificazioni ReMade in Italy da parte di Aziende che in realtà non lo sono. Si invitano Le Stazioni appaltanti a chiedere specifico riscontro scrivendo a info@remadeinitaly o consultando il nostro Catalogo dei prodotti certificati, che tuttavia non è aggiornato in tempo reale.