Plastica monouso, la “Direttiva SUP” e le Linee guida europee

Cosa è la Direttiva SUP 

Approvata il 20 aprile 2020 dal Parlamento italiano la legge di delegazione europea 2019-2020 (legge 22 aprile 2021, n. 53), che al suo articolo 22 tratta i principi che devono regolare il recepimento della Direttiva 2019/904/Ue sulla riduzione della plastica monouso (cd. “Direttiva SUP”, Single Use Plastic).

Tra i criteri direttivi specifici si trova quello di garantire una riduzione duratura del consumo dei prodotti in plastica monouso di cui all’allegato A (della Direttiva 2019/904/Ue) e quindi tazze per bevande (con coperchi e tappi) e contenitori per alimenti, e promuovere la transizione verso un’economia circolare con prodotti e materiali innovativi.

Inoltre, il Governo dovrà incoraggiare l’uso di prodotti sostenibili e riutilizzabili e, laddove non sia possibile, l’uso di alternative riutilizzabili ai prodotti in plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti.

Si dovrà prevedere la restrizione all’immissione sul mercato dei seguenti prodotti (di cui all’Allegato B):
1.  bastoncini cotonati, tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE del Consiglio o della direttiva 93/42/CEE del Consiglio; 
2.  posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette); 
3.  piatti; 
4.  cannucce, tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE o della direttiva 93/42/CEE; 
5.  agitatori per bevande; 
6.  aste da attaccare a sostegno dei palloncini, tranne i palloncini per uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori, e relativi meccanismi; 
7.  contenitori per alimenti in polistirene espanso, ossia recipienti quali scatole con o senza coperchio, usati per alimenti:
            a) destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto;
            b) generalmente consumati direttamente dal recipiente; e
            c) pronti per il consumo senza ulteriore preparazione, per esempio cottura, bollitura, riscaldamento, compresi i contenitori per alimenti tipo fast food o per altri pasti pronti per il consumo immediato, a eccezione di contenitori per bevande, piatti, pacchetti e involucri contenenti alimenti; 
8.   contenitori per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi; 
9.   tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi. 

Nell’atto di recepimento si dovrà consentire l’immissione nel mercato dei precedenti prodotti qualora realizzati in plastica biodegradabile e compostabile certificata conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 e con percentuali crescenti di materia prima rinnovabile (non viene riportata la definizione di “rinnovabile”).

A tale riguardo si pone un interrogativo che interessa le Aziende del settore: saranno esclusi anche i prodotti aventi un contenuto di riciclato, in coerenza con le misure relative alla “Plastic Tax” che prevedono una deroga in tal senso?

Inoltre, si dovranno adottare misure volte a informare e sensibilizzare i consumatori e a incentivarli ad assumere un comportamento responsabile al fine di ridurre la dispersione dei rifiuti.

Vi è poi l’indirizzo di abrogare l’articolo 226-quater del Codice ambientale, che regola le plastiche monouso e in particolare la possibilità per i produttori di adottare su base volontaria modelli di raccolta differenziata e riciclo di stoviglie in plastica.

Per attuare la Direttiva – si legge ancora nel disegno di legge – va introdotta una disciplina sanzionatoria effettiva, proporzionata e dissuasiva per le violazioni dei divieti.

Le Linee Guida UE sulla Direttiva SUP

La legge 22 aprile 2021, n. 53 (legge di delegazione europea 2019-2020) al suo articolo 22 tratta i principi che regolano l’attuazione della Direttiva 2019/904/Ue sulla riduzione della plastica monouso (cd. SUP, Single use plastic) e delega il Governo al suo recepimento.

Tra i criteri direttivi specifici si trova quello di garantire una riduzione duratura del consumo dei prodotti in plastica monouso di cui all’allegato A, Direttiva 2019/904/Ue) e quindi tazze per bevande (con coperchi e tappi) e contenitori per alimenti, e promuovere la transizione verso un’economia circolare con prodotti e materiali innovativi.

Poi, il Governo deve incoraggiare l’uso di prodotti sostenibili e riutilizzabili e laddove non sia possibile l’uso di alternative riutilizzabili ai prodotti in plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti, deve prevedere la graduale restrizione all’immissione sul mercato di bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce; consentendone l’immissione nel mercato qualora realizzati in plastica biodegradabile e compostabile certificata conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 e con percentuali crescenti di materia prima rinnovabile.

Si devono inoltre adottare misure volte a informare e sensibilizzare i consumatori e a incentivarli ad assumere un comportamento responsabile al fine di ridurre la dispersione dei rifiuti.

Vi è poi l’indirizzo di abrogare l’articolo 226-quater del Codice ambientale, che regola le plastiche monouso e in particolare la possibilità per i produttori di adottare su base volontaria modelli di raccolta differenziata e riciclo di stoviglie in plastica.

Per attuare la Direttiva va introdotta una disciplina sanzionatoria effettiva, proporzionata e dissuasiva per le violazioni dei divieti.

Entro il 3 luglio 2021 anche l’Italia deve quindi recepire la Direttiva sulla plastica monouso.

In questa fase si inserisce la Comunicazione della Commissione Ue (2021/C 216) che propone gli orientamenti dell’Ue riguardanti l’interpretazione e l’attuazione della direttiva (Ue) 2019/904.

Tra le indicazioni più significative si trova quella che riguarda i prodotti di plastica monouso elencati nell’allegato della direttiva: rientrano nell’ambito di applicazione della stessa se sono fatti di plastica in tutto o solo in parte, conformemente alla definizione di cui all’articolo 3, punti 1 e 2. La direttiva non prevede alcuna soglia de minimis per il contenuto di plastica in un prodotto monouso per determinare se tale prodotto rientri o meno nella definizione di prodotto di plastica monouso; occorre pertanto effettuare una valutazione qualitativa.

Di conseguenza i prodotti monouso a base di carta e cartone fabbricati esclusivamente con materiale a base di carta e cartone e senza rivestimento interno o esterno in plastica non sono, alla luce di quanto sopra, da considerare prodotti di plastica monouso ai sensi della direttiva.

Tuttavia, quando viene applicato un rivestimento in plastica interno o esterno sulla superficie di un materiale a base di carta, cartone o altro materiale per proteggerlo dall’acqua o dal grasso, il prodotto finito è considerato un prodotto composito, costituito da più̀ materiali di cui uno è la plastica. In questo caso si ritiene che il prodotto finito sia fatto in parte di plastica. Di conseguenza i prodotti monouso a base di carta o cartone con rivestimento in plastica interno o esterno sono in parte di plastica e rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva.

Altro punto di notevole interesse riguarda i prodotti di plastica monouso disciplinati dalla direttiva sui prodotti di plastica monouso e che sono anche considerati imballaggi ai sensi dell’articolo 3, punto 1, della direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Direttiva1994/62/Ue) e che devono essere conformi ai requisiti di entrambe le direttive.

Il considerando 10 della direttiva sui prodotti di plastica monouso precisa che, in caso di conflitto tra le due direttive, prevale la direttiva sui prodotti di plastica monouso.

I contenitori di plastica monouso per alimenti e le tazze per bevande (e i relativi tappi e coperchi) che sono imballaggi possono essere soggetti a restrizioni di mercato per impedire che tali prodotti siano dispersi per fare in modo che questi ultimi siano sostituiti da alternative riutilizzabili o che non contengono plastica. La direttiva sui prodotti di plastica monouso integra la direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio per quanto riguarda le misure di riduzione del consumo, i requisiti di progettazione dei prodotti, la marcatura e le norme sulla responsabilità estesa del produttore.

I prodotti di plastica monouso diversi dagli imballaggi sono invece soggetti unicamente ai requisiti della direttiva sui prodotti di plastica monouso, anche se possono avere funzionalità o proprietà simili agli imballaggi.

La tabella proposta dalla Commissione Ue sintetizza quali siano i prodotti in plastica monouso che sono da considerarsi anche imballaggi.

 

Prodotti di plastica monouso considerati imballaggi

Prodotti di plastica monouso non considerati imballaggi

Contenitori per alimenti pieni; contenitori per b­evande, bottiglie per bevande e tazze per bevande, pacchetti e involucri, sacchetti di plastica in mate­riale leggero e piatti

Posate, cannucce e agitatori che non svolgono generalmente la funzione di imballaggio

Contenitori per alimenti, contenitori per bevande, bottiglie per bevande, tazze per bevande, pacchetti e involucri e piatti immessi sul mercato vuoti ma destinati ad essere riempiti nel punto vendita

Recipienti, compresi i contenitori per alimenti, i contenitori per bevande e le bottiglie per bevande (compresi i relativi tappi e coperchi) (1), le tazze per bevande (e i relativi tappi e coperchi), immessi sul mercato vuoti e non destinati ad essere riempiti nel punto vendita

Tappi, coperchi, cannucce, agitatori e altri tipi di componenti dell’imballaggio ed elementi accessori, qualora siano parte integrante dell’imballaggio

Prodotti non considerati imballaggi:
— Bastoncini cotonati
— Palloncini
— Assorbenti, tamponi igienici e applicatori per tamponi
— Salviette umidificate
— Prodotti del tabacco con filtri e filtri commercializzati in combinazione con i prodotti del tabacco