Il PNRR e i CAM

Recovery Procurement Platform“, ossia la digitalizzazione e il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni aggiudicatrici.
Questa una delle novità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, presentato dall’Italia all’Unione europea, in materia di appalti pubblici. 
La riforma mira alla modernizzazione del sistema nazionale degli appalti pubblici e consiste fondamentalmente in tre diverse azioni.

Con il primo intervento, si definiscono azioni di formazione e supporto, attraverso un intenso programma di informazione, formazione e tutoraggio svolto da personale specializzato nella gestione delle procedure di acquisto, in modalità digitale e nell’utilizzo di strumenti avanzati di acquisto e negoziazione. In particolare, le attività previste sono, fra le altre: 

  • Sessioni di formazione a diversi livelli (base, intermedio e avanzato) sia su temi trasversali (es. uso del modulo Gare Digitalizzate o del Sistema Dinamico di Acquisto) sia su temi specifici per area di prodotto (es. uso di Accordi Quadro per l’acquisizione di servizi di sviluppo applicativo) o per area funzionale (es. uso di formule di aggiudicazione) 
  • Tutoraggio specializzato per accompagnare le PA nell’acquisizione delle competenze tecnico/funzionali necessarie all’utilizzo della Piattaforma di e-Procurement e alla digitalizzazione delle procedure di acquisto 
  • Produzione di guide operative, video dimostrativi e altri materiali di supporto sulle principali attività da svolgere sulla piattaforma 

La seconda linea di azione riguarda la definizione di strumenti di acquisto avanzati: mettendo a disposizione delle Amministrazioni specifici “contratti” (es. contratti-quadro/accordi quadro, contratti ad hoc) funzionali alla più efficiente ed efficace realizzazione dei progetti, nonché servizi di formazione e supporto necessari per il loro ottimale utilizzo. 

Infine, si procederà all’evoluzione del sistema nazionale di eProcurement, attraverso la digitalizzazione end-to-end dei processi di approvvigionamento pubblico. 

Ma vi è di più: la riforma 3.1 prevede l’adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali. E da quanto si apprende sul sito del MiTe questi sono già programmati per entrare in vigore entro fine 2021, con la pubblicazione del nuovo CAM sugli Eventi culturali.

La ratio dell’adozione di questi nuovi criteri è quella di migliorare l’impronta ecologica degli eventi culturali (mostre, festival, eventi culturali, eventi musicali) per eventi culturali finanziati, promossi o organizzati dalla pubblica autorità. L’applicazione questi criteri consentirà la diffusione di tecnologie e prodotti più sostenibili.